E se per assurdo tutta la popolazione mondiale decidesse di migrare nello stesso luogo?
Analizzando il fenomeno delle migrazioni, abbiamo la percezione che un sempre maggior numero di persone si stia, forzatamente e/o per volontà, spostando verso territori altri. Si discute di come questi flussi abbiano un impatto sulle dinamiche esistenti all’interno di una comunità e portino con se la necessità di elaborare nuove strategie di convivenza.
Ma cosa succederebbe se per assurdo tutti e tutte decidessimo di migrare in unico luogo? Sarebbe una situazione sostenibile? Come confrontarsi con la riduzione delle risorse?
E se invece non fosse il numero di persone in un determinato luogo ad aumentare, ma lo spazio a disposizione a ridursi? L’essere umano tende a resistere! Ma cosa si innesca se lo spazio in cui si manifesta la propria resistenza va via via riducendosi?
Da queste riflessioni nasce ZTL. Zona a traffico limitato: uno spettacolo che coinvolge attivamente gli spettatori e le spettatrici, con l’obiettivo di organizzarsi nel tentativo di riuscire – o non riuscire – a coesistere in un’area che progressivamente continua a ridursi.
Attraverso istruzioni articolate in modo semplice, il pubblico viene invitato ad attivare il proprio corpo, a vivere un’esperienza fisica e ad esprimersi, elaborando delle strategie per cooperare collettivamente e attivare un dialogo attraverso il movimento.
Un dispositivo coreografico che stimola il pubblico a creare ogni volta la propria coreografia e organizzazione nello spazio, esplorando collettivamente i concetti di limite e confine.






