I cortometraggi.
Note di vita. Thomas, 17 anni, vive un’adolescenza segnata da pressioni, delusioni e dalla fine di una relazione. Dopo aver fallito l’audizione al conservatorio, decide di togliersi la vita. Ma a impedirglielo arriva la Morte in persona, un’eccentrica ragazza che lo trascina in una giornata surreale. Attraverso piccoli gesti e incontri inattesi, Thomas riscopre il valore della vita e la gioia della musica.
Thank You, Dad. Un diciottenne vive intrappolato nella depressione, incapace di trovare senso o speranza nel quotidiano. L’incontro casuale con un padre e suo figlio riaccende in lui i ricordi dell’infanzia e del legame speciale con il proprio padre. Attraverso la memoria e quell’amore mai venuto meno, il ragazzo inizia un lento percorso di rinascita, imparando ad accettare le proprie fragilità e a convivere con il dolore.
Tra queste mura. Il documentario racconta l’ultimo anno di liceo attraverso lo sguardo intimo della protagonista, sospesa tra l’amore per una scuola vissuta come casa e la paura del futuro. Video d’archivio, ricordi e riflessioni personali accompagnano il passaggio verso l’età adulta, trasformando la fine di un ciclo in una riflessione generazionale sul tempo, sulla memoria e sulla difficoltà di lasciare ciò che ci ha fatto sentire al sicuro.
Una quotidianità ferita. Il documentario nasce dalla paura della regista di perdere il fratello, vittima di un grave incidente, e racconta come questa esperienza abbia trasformato il loro rapporto e il suo modo di guardare alla vita. Attraverso il dolore e la quotidianità, la regista riscopre il valore dei legami e dei piccoli momenti condivisi. Le cicatrici diventano così simbolo di resistenza, amore e forza di fronte alle difficoltà.
I film arriveranno anche a Venezia, dove il pubblico li incontrerà in occasione dell’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Il progetto.
Dall’edizione 2025 del festival, dedicata all’uguaglianza, ha preso vita il progetto “Beauty Storytellers. Terza edizione”. Si tratta di un percorso formativo e pratico nell’audiovisivo, ideato da CombinAzioni e rivolto a 11 scuole primarie e secondarie di Montebelluna, Trevignano, Volpago del Montello, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello e Valdobbiadene. A partire dall’educazione al linguaggio del cinema, gli studenti hanno imparato sul campo a utilizzare le tecnologie multimediali. Hanno così potuto realizzare film e sviluppare un senso di comunità, con il coordinamento scientifico del regista Marco Zuin.
Grazie al contributo del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, oltre 1.700 studenti e studentesse sono stati coinvolti nel progetto. Il percorso ha previsto proiezioni di film, lezioni sul linguaggio audiovisivo, laboratori e masterclass di cinema. Le attività hanno portato alla produzione del cortometraggio “Note di vita” e dei documentari “Thank You, Dad”, “Tra queste mura” e “Una quotidianità ferita”.
I film sono stati scritti, diretti, interpretati e montati dagli studenti di 5 scuole secondarie di secondo grado. Il lavoro si è svolto durante masterclass di alta formazione e un laboratorio di produzione e post-produzione cinematografica. L’obiettivo era stimolare nei ragazzi lo sguardo e l’immaginazione. In questo modo, gli studenti hanno potuto diventare narratori di bellezza: la bellezza dei luoghi, delle persone e delle relazioni. La colonna sonora è stata composta ed eseguita dagli studenti delle scuole secondarie di primo grado. Il lavoro è stato realizzato durante laboratori di produzione musicale.
Nei cortometraggi, gli studenti indagano le pressioni e la depressione vissute di fronte alle aspettative degli adulti. Affrontano anche il rapporto con la propria memoria e la propria storia personale. Il cortometraggio di finzione affronta questi temi alternando sfumature di fantasy e commedia. Una scelta pensata per parlare ai coetanei attraverso una chiave più leggera ed efficace.
I tre documentari affrontano invece con maturità temi come la depressione e il trauma post-incidente. Raccontano anche la costruzione di un archivio video personale come atto di costruzione della memoria. Il progetto diventa così anche una sorta di lettera d’amore per la scuola.







