Francesca Rescigno.
Parlare di eguaglianza potrebbe sembrare facile ma non lo è, perché effettivamente l’eguaglianza continua a fare paura. Il principio di eguaglianza domina e informa le nostre esistenze ma non sembra riuscire ad espandersi in maniera omnicomprensiva incontrando ancora oggi un’evidente discrasia tra eguaglianza formale ed eguaglianza sostanziale. L’eguaglianza rappresenta (o dovrebbe rappresentare) uno dei pilastri fondamentali dell’ordinamento giuridico di ogni Paese democratico, ma se dichiarare è facile è opportuno verificare quale sia l’attuazione effettiva che viene data a tale fondamentale principio perché alla fine “siamo tutti uguali, ma qualcuno lo è più degli altri”. Cercherò di ripercorrere con Voi il cammino dell’eguaglianza nella nostra Costituzione, verificando però al contempo la sua attuazione pratica per capire insieme perché l’eguaglianza fa ancora tanta paura.
Espérance Hakuzwimana.
Cosa significa essere italiano o italiana? In che modo si esprime l’italianità? È possibile appartenere ad una pluralità di mondi? Il quadro di riferimento è già di per sé plurale e le evidenze quantitative, soprattutto se consideriamo la popolazione più giovane, dovrebbero già ampiamente documentare la realtà complessa nella quale ci troviamo a vivere. Il tessuto sociale e culturale però fatica a riconoscerla e a metabolizzare il cambiamento.
Nel 2024 i residenti tra gli 11 e i 19 anni sono oltre 5 milioni e 140mila e il 9,7% di questi e queste, circa 500mila, è rappresentato da stranieri residenti, comprese le nuove generazioni nate in Italia da genitori stranieri, con un’incidenza più elevata di quella che si rileva per il totale degli stranieri sull’insieme della popolazione (9%).
Nel 59,5% dei casi si tratta di nati in Italia; l’11,7% è nato all’estero e arrivato nel Paese prima dei 6 anni; il 17% è immigrato in età scolare (tra 6 e 10 anni); infine l’11,8% è arrivato a 11 anni o più.
Interessante notare che oltre il 6% dei ragazzi italiani e delle ragazze italiane tra gli 11 e i 19 anni possiede una doppia cittadinanza e l’8,0% ha uno dei due genitori nato all’estero. Questa è la fotografia dell’Italia di oggi: il mondo è già qui.
Ma nascere o crescere in Italia non basta per diventare cittadini italiani e cittadine italiane. E se hai la doppia cittadinanza, ma il colore della tua pelle non rientra nei canoni dell’italianità, fatichi a legittimare il tuo essere italiano o italiana.
C’è bisogno di coraggio e lungimiranza per riuscire a costruire identità plurali, aperte alle differenze, desiderose di mettersi in gioco.






