Festival 2026 | Immagina, vuoi? | 10/09/2026 - 20/09/2026

POSTI ESAURITI

PasseggiataUmanisticoViaggi

Stare nel buio

Geografie per tornare ad abitare l'immaginario della notte

passeggiata con

Un’esperienza immersiva per riscoprire il buio come territorio vivo, superando paure e pregiudizi legati alla notte. Camminando nell’oscurità, la vista lascia spazio agli altri sensi: suoni, profumi e percezioni guidano un’esplorazione di sé e dell’ambiente. Il percorso si conclude con la creazione di una mappa personale della propria notte.

Quando
Dove
Ingresso
Domenica 20 settembre 2026
Ore 20:30
Caerano di San Marco
Sentiero Via Vallon
Prenotazione

Il luogo di ritrovo verrà comunicato alle persone prenotate.

 

Lunghezza: circa 3 km

Durata stimata: 3 ore

 

In caso di maltempo, la passeggiata viene rinviata a data da destinarsi.

Quando
Domenica 20 settembre 2026
Ore 20:30
Dove
Caerano di San Marco
Sentiero Via Vallon
Ingresso
Prenotazione
Note

Il luogo di ritrovo verrà comunicato alle persone prenotate.

 

Lunghezza: circa 3 km

Durata stimata: 3 ore

 

In caso di maltempo, la passeggiata viene rinviata a data da destinarsi.

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E se il buio non fosse spazio da temere, ma uno territorio vivo da riscoprire? In una società che confonde la visibilità con la sicurezza, questo percorso invita a spegnere la luce per riabituare lo sguardo e i sensi all’universo della notte. Attraverso un’esperienza immersiva e itinerante, seguiremo insieme un vero e proprio percorso di rialfabetizzazione all’oscurità. Un viaggio che rievoca le fiabe dell’infanzia, per interrogarci sulle nostre paure, provando a smontare i pregiudizi culturali legati alla notte e all’oscurità come contesti in cui ciò che non conosciamo ci minaccia invece che attenderci. E se la notte fosse una scoperta?

 

Abbandonata la guida della vista, il cammino si trasforma in un’esplorazione polisensoriale. Il corpo stesso diventa un punto di incontro: nell’oscurità, ogni passo richiede di orientarsi attraverso una percezione profonda dello spazio circostante e dei suoi abitanti, umani, animali e vegetali, delle atmosfere, dei profumi e dei rumori degli elementi. Camminare al buio non è necessariamente un’avventura rocambolesca, ma una forma placida di ascolto di sé e di ciò che sta fuori da noi. Torniamo così ad esplorare i territori della nostra mentre come le mappe antiche dei mondi sconosciuti. La notte si popola di racconti e visioni, che però si allontanano dalle figurazioni mostruose delle terrae incognitae, per lasciare spazio a fantasie, desideri, incontri inattesi in cui l’ambiguità del buio ci apre alla scoperta dell’altro.

 

Il percorso si chiude con un atto creativo e trasformativo: un esercizio di rielaborazione in cui i partecipanti tracciano la mappa personale della propria notte. Camminare nel buio smette così di essere un’esperienza di smarrimento e si rivela per ciò che è: un’occasione intima per ridefinire i nostri confini.