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Edizione Bianca (2021)

 

L’Amministrazione Comunale di Montebelluna e l'Associazione CombinAzioni hanno promosso, con la regia del MeVe - Memoriale Veneto della Grande Guerra - e in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, una call per una residenza d’artista. La giovane artista selezionata, Laura Omacini, ha costruito la propria opera durante una residenza svoltasi a Montebelluna in concomitanza con CombinAzioni festival, il cui tema è stato d’ispirazione per l’installazione che verrà realizzata.

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Il progetto ha visto la realizzazione di un ciclo di opere, un'installazione a parete composta da più elementi in dialogo tra loro e con l'ambiente circostante, i cui soggetti sono ispirati ad immagini che rimandino alle geografie del vivente, e quindi a venature, marmorizzazioni, radici, trame create dalla linfa sulla foglia, manti, increspature delle onde o nuvole; a simboleggiare l'ineleggibilità di qualsivoglia confine alla natura, che tutto riunisce e parifica.

L'installazione, realizzata in legno e carta, si offre quale monumento a quel minuto di silenzio che si rispetta quando accade qualcosa di indescrivibilmente doloroso nella vita della comunità. Il lavoro si compone di una pagina bianca (come quella detta "di rispetto" solitamente situata al principio di un volume scritto, e che richiama al rapporto intrinseco che intercorre tra scrittura e storia) sulla quale è posto un segno, un orecchio, che permette di scorgere l'intervento pittorico sottostante, realizzato a olio su tavola. La scelta dei materiali semplici, vegetali e casalinghi, è tesa al ritrovamento di una dimensione di intimità, discrezione e riguardo; qualità rimesse in discussione durante il confinamento dovuto all'emergenza sanitaria, e che riscopriamo essere solo apparentemente introverse, poiché fondamentali al fine di predisporre all'ascolto, e con questo all'attenzione, alla cura, all'aiuto.

Attraverso l'accostamento di più corpi, l'opera è strutturata sull'unione delle parti, che esalti la natura cosmologica e interdipendente del rapporto tra gli uomini, i popoli, gli animali e l'universo tutto.

 

La residenza artistica è, a mio parere, l'esperienza più feconda che un giovane artista possa maturare; non solo apre al confronto diretto con realtà diverse dalla propria, offrendo l'opportunità di operare in una nuova dimensione, ma invita a trasferire nel lavoro quella stessa empatia ed accoglienza che è alla base di ogni forma di ospitalità: insegna, insomma, non solo a cambiare prospettiva, ma a cercare quelle che attraversano lo sguardo dell'altro, partecipandovi.
L'esperienza fatta al MeVe grazie alla collaborazione di CombinAzioni festival è stata pregna di stimoli e particolarmente fruttuosa, e questo per merito del forte spirito di comunità che anima tanto i promotori quanto l'intera cittadinanza della zona. Trovo di notevole interesse artistico e culturale l'idea di mettere in relazione la sensibilità dell'arte contemporanea con il tema della Grande Guerra, tanto più in un luogo che ne è stato così profondamente segnato, e che crea la cornice perfetta per riflettere - nel guardare a ciò che ha diviso il mondo - a quanto invece ci possa universalmente riunire.

(Laura Omacini)